Gatti fluorescenti senza AIDS.

Potrebbe essere il titolo di una canzone dei Verdena, ma non lo è: oggi il sito web di Wired, la webzine e rivista cult dedicata alle curiosità del mondo scientifico e tecnologico, riporta una notizia curiosa che potrebbe tornare utile a tutta la specie umana in futuro. E’ stata infatti trovata una cura per il FIV, il virus dell’immunodeficienza felina. Ovvero la versione con vibrisse, artigli e pelo dell’arcinoto HIV, responsabile dell’AIDS nell’uomo. Ma come ci sono riusciti? Grazie ad una scimmia.

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Ci sono ricascato.

Chissà se riuscirò mai a trovare un po’ di tempo da dedicare a questo blog. Dopo i buoni propositi del maggio scorso, sono passati più di tre mesi durante i quali… Non ho scritto nulla. Vabbè. Intanto sono successe un po’ di cose, tipo che è quasi finita l’estate più trionfale della mia vita e che mi preparo all’ultimo anno della mia carriera scolastica “standard”. Poi sono diventato blogger di iSpazio, un noto sito che riguarda il mondo Apple e i suoi prodotti, oltre al fatto che do lezioni di chitarra: tutte cose che mi permettono di avere, finalmente, degli introiti cospicui – da investire in chitarre e pedali, ovviamente.

Nel frattempo mi sono anche appassionato al post-rock, un genere musicale molto particolare che ha il vantaggio di essere nato da relativamente poco e quindi di avere ancora molto da dire: nato secondo Wikipedia nel 1994, è solo nell’ultimo decennio che è andato affermandosi grazie a gruppi tipo Explosions in The Sky,  Godspeed You! Black Emperor, God is an Astronaut, Mogwai, Sigur Ròs e tanti altri.

E’ proprio di questi ultimi che voglio parlarvi oggi.  Islandesi, nati nel dicembre del ’94, sono attivi sulla scena musicale solo dal ’97, quando uscì il loro primo album, Von (“speranza” in lingua islandese). Attualmente hanno all’attivo sei album, ma sono stati consacrati al tempio della grande musica grazie al quarto album, Takk (“Grazie”), che contiene autentici capolavori come Hoppipolla (“Saltare nelle pozzanghere”) e Saeglòpur (qualcosa tipo “Il navigatore”, qualcosa del genere). Proprio di quest’ultima oggi vi propongo video e testo, come ai vecchi tempi.

Á lífi
Kominn heim
Sæglópur
á lífi
Kominn heim
það kemur kafari

Vivo
E’ tornato a casa
Un navigatore perso in mare
Vivo
E’ tornato a casa
Arriva un subacqueo


Loom.

E’ un bel po’ che non pubblico nulla da Vimeo, uno dei migliori network per la condivisione di video. Il fatto che sia organizzato molto meglio di Youtube fa sì che si possano trovare cose molto interessanti.

Il senso di tutto ciò? Non ne ho idea. Però spacca.


Razzi, Arpia, Inferno e Fiamme.

Quest’estate arriverà il mio secondo EP. Ho in cantiere diverso materiale, manca solo di trovare il tempo per registrarlo (e la sala prove in oratorio mi tornerà assai utile in questo senso). Devo “solo” trovare una copertina adatta ed un bel nome, ma c’è tempo. Godiamoci la primavera, intanto (e l’allergia, che in questo periodo mi sta uccidendo).

Cambiando discorso, come forse qualcuno sa, oltre a “fare” musica con chitarre e chitarrine, sono affascinato dal fare musica con mixer ed outboard (e mi piacerebbe fare di quest’ultima passione un lavoro). Quindi oggi qui ci metto un’intervista al fonico dei Verdena, che spiega due-cosine-due su come lui affronta i live dei Verdena.


Annihilation.

Record: catturato il più grande nucleo di antimateria di sempre. «Imprigionato» nei laboratori Usa, è composto di anti-elio e servirà per capire le origini dell’universo

MILANO – Il più grande nucleo di antimateria mai catturato al mondo è stato imprigionato nei laboratori nazionali di Brookhaven del dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti ed il risultato è pubblicato online sulla rivista Nature. È un nucleo di anti-elio 4 (chiamato particella Alfa) ed è specularmente opposto a quello dell’elio, il secondo elemento più abbondante nell’universo dopo l’idrogeno e indispensabile alla vita delle stelle.

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Quanto tempo.

Beh, sono passati otto mesi dall’ultima volta che ho scritto qualcosa qui. Allora avevo appena finito di registrare un EP contenente alcuni miei pezzi, e con la giusta dose di orgoglio ve lo presentavo e ve ne parlavo. Ora, all’alba dei diciotto anni (mi mancano solo tre giorni, ormai), posso dire di essere cresciuto molto, non solo musicalmente – Com’è ovvio che sia. Quindi oggi riprendiamo un po’ le fila tornando a parlare di Radiohead.

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Davide Magni, Please Don’t Fall, Cloud.

Toh, guarda, mi sembra di conoscere l’artista che ha pubblicato questo album. Scherzi a parte, a partire da oggi sul mio MySpace potete ascoltare i brani del mio primo album, Please Don’t Fall, Cloud. E’ stato un lavoraccio, che mi ha impegnato da febbraio a questa parte, ma ne è davvero valsa la pena. Musicalmente sono cresciuto, questo è certo, ed è anche un buon primo risultato; la qualità del lavoro, poi, non è davvero niente male.

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